mercoledì 21 maggio 2014

PREGHIERA A MADRE TERRA

PREGHIERA A MADRE TERRA

Sopra Te adorata Madre Terra, Noi stiamo al crocevia del destino degli uomini. Solo attraverso il tuo gentile Amore per i Tuoi bambini, noi siamo qui ora. Tu ci hai benevolmente sostenuto fino ad ora, Tu ci hai donato cibo, acqua, vestiti e rifugio. Oh adorata Madre Terra, ci inchiniamo per ringraziarTi, con la testa china, chiediamo umilmente sostentamento ed energia per molti lunghi giorni a venire. Oh adorata Madre Terra, ora che siamo cresciuti un poco, sempre più forti, noi Ti preghiamo: aiutaci a liberarci la strada, mentre noi iniziamo a marciare avanti. Noi desideriamo la pulizia di tutte le terre, cosicché su Te adorata Madre Terra, il virtuoso possa tornare alla propria Divina casa. Speriamo che saremo in tanti. Oh adorata Madre Terra, dacci la pazienza per cercare i nostri fratelli e sorelle, donaci il distacco dalle distrazioni, donaci la perseveranza per raggiungere i nostri scopi. Oh adorata Madre Terra, più che altro, aiutaci a pulire i nostri cuori, così come i mari puliscono le coste, per desiderare solo ciò che è virtù. Oh adorata Madre Terra, sostienici per poter presto stare in gran numero su di Te, ed invocare con voce unica e forte la danza del Dio Shiva. E’ di questo che Ti preghiamo umilmente.

Marius

martedì 20 maggio 2014

Lei prevarrà. La Dea non abbandonerà mai gli uomini.

Morgana guardò la statua di Brigida e sentì il potere che se ne irradiava. Ma Brigida non è una santa cristiana, anche se Patrizio lo crede. È la Dea così come viene chiamata in Irlanda. E io lo so: queste donne riconoscono il potere dell'Immortale. Anche se esule, Lei prevarrà. La Dea non abbandonerà mai gli uomini.
 Marion Zimmer Bradley dal " Le nebbie di Avalon"

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/religione/frase-57660?f=a:8046>

lunedì 19 maggio 2014

Inni a Iside


Inni a Iside
Preghiera a Iside
O Regina del cielo,
tu feconda Cerere,
prima creatrice delle messi,
che, nella gioia di aver ritrovato
tua figlia, eliminasti l'antica usanza
di nutrirsi di ghiande come le fiere, rivelando agli uomini un cibo più mite, ora dimori nella terra di Eleusi;
tu Venere celeste,
che agli inizi del mondo congiungesti
la diversità dei sessi
facendo sorgere l'Amore
e propagando l'eterna progenie
del genere umano,
ora sei onorata nel tempio di Pafo
che il mare circonda;
tu [Diana] sorella di Febo,
che, alleviando con le tue cure il parto alle donne incinte,
hai fatto nascere tanti popoli,
ora sei venerata nel tempio illustre
di Efeso;
tu Proserpina,
che la notte con le tue urla spaventose
e col tuo triforme aspetto
freni l'impeto degli spettri
e sbarri le porte del mondo sotterraneo,
errando qua e là per le selve,



accogli propizia
le varie cerimonie di culto;

tu [Luna] che con la tua femminile luce rischiari ovunque le mura delle città
e col tuo rugiadoso splendore
alimenti la rigogliosa semente
e con le tue solitarie peregrinazioni spandi il tuo incerto chiarore;
con qualsiasi nome, con qualsiasi rito,
sotto qualunque aspetto
è lecito invocarti:
concedimi il tuo aiuto
nell'ora delle estreme tribolazioni, rinsalda la mia afflitta fortuna,
e dopo tante disgrazie che ho sofferto dammi pace e riposo. 

 (Apuleio, Metamorfosi XI, 2) 

Magia.....

La magia tiene sempre la porta aperta. Davvero sempre. Trovarla dipende solo da noi!

Banana Yoshimoto, Un viaggio chiamato vita

venerdì 16 maggio 2014

Donna,strega e erborista...

Mentre intorno al IX secolo assistiamo alla nascita della “Scuola Salernitana”, considerata il primo esempio di un centro multiculturale di insegnamento medico (la leggenda vuole che la scuola sia stata fondata da quattro maestri provenienti da culture e religioni completamente diverse, e cioè l'ebreo Helinus, l'arabo Adela o Ardola, il greco Pontus e il latino Salernus) dove le lezioni venivano tenute in quattro lingue diverse. La scuola aveva un'impostazione totalmente laica, e non solo era aperta alle donne, ma alcune di esse erano anche medici e docenti; tra queste ricordiamo la più famosa che è stata Trotula de Ruggiero, specializzata in ginecologia. La scuola aveva anche il più grande orto botanico d'Europa, o almeno all'epoca era considerato tale, dove venivano coltivate e studiate tantissime piante e questi studi ci hanno lasciato in eredità l'Antidotarium di Nicolao Preposito, l'Alphida, che era un vocabolario che conteneva la spiegazione di 645 erbe e piante e il Liber de semplici medicina di Matteo Plateario, facendo di questa scuola una vera e propria università di medicina e erboristeria, i cui insegnamenti perdurarono per molti secoli. Invece a partire dal basso Medioevo inizia a delinearsi quella medicina che sarà sempre più amministrata, gestita e insegnata dagli uomini e che pian piano diventerà la “medicina ufficiale”. Questa medicina vedrà nella figura della donna strega, ostetrica e erborista una potenziale rivale tanto da iniziare a ridicolizzarne la figura, per poi arrivare alla sua definitiva demonizzazione nel 1400 che sfocerà nella triste caccia alle streghe con la promulgazione della bolla papale di Papa Innocenzo VIII e con la pubblicazione del Malleus maleficarum. Si andava sempre più diffondendo l'idea che queste donne (che conoscevano così bene quei “segreti femminili” che agli uomini rimanevano preclusi, che conoscevano così bene le erbe che salvavano la vita, ma che potevano anche dare la morte, quasi potessero controllare questi eventi loro stesse), potevano sapere queste cose solo perché Satana in persona gliele diceva, rendendole così nemiche della chiesa e della fede cristiana. Da questo momento in poi il tributo versato sarà di molte vite e lascerà come eredità un mondo popolato da donne considerate adoratrici di Satana o nel migliore dei casi ridotte al rango di fattucchiere con tutti gli attrezzi del caso, quali scope e pentoloni. Ancora oggi è difficile liberarsi da queste immagini, tanto da esserci dimenticati che prima dell'avvento degli ospedali e delle farmacie o delle università c'erano le donne che si occupavano dello studio delle erbe, del cibo e della cura del corpo, per non parlare dei momenti salienti e importanti che regolano la vita, e cioè la nascita e la morte. E così quel potere immenso, una volta rispettato e venerato, verrà sempre più vissuto dagli uomini, fautori del patriarcato, come minaccia. Ad ogni modo, ai giorni nostri tanti sforzi vengono fatti per riabilitare il nostro ruolo di Streghe, quali sensibili curatrici di Madre Terra e dei suoi figli e continueremo fiere a percorrere questo sentiero. Questo post nasce dopo aver seguito un corso sugli speziali medioevali, le notizie trattate vengono da appunti presi durante il corso e da alcune considerazioni personali. Le Figlie Dell'Antica Religione )O( Foto: Ophelia di John William Waterhouse

domenica 23 marzo 2014

La Raccoglitrice di Bellezza Femminile

La Raccoglitrice di Bellezza Femminile Esisteva, un tempo, una bellissima fanciulla, che percorreva le vie più segrete e inviolate del mondo alla ricerca della bellezza. Portava abiti semplici e di fattura antica, ai piedini calzava un paio di graziosi zoccoletti, e allacciato in vita teneva un fine grembiule di lino.
Camminando senza mai stancarsi, la fanciulla cercava le infinite visioni della divina bellezza, che nascevano nei luoghi in cui la natura era rimasta pura, vergine e rigogliosa, e ogni volta che ne incontrava una se ne lasciava incantare dolcemente, si offriva alle sue gioiose emanazioni, si riempiva il grembo della sua magia, e in cambio le offriva un caldo sorriso, ringraziandola con amore.

La fanciulla camminava e camminava, e nell’infinito tempo del sogno raccoglieva la bellezza dentro se stessa, ovunque la trovasse… un florido frutteto pieno di meli in fiore, una brezza fresca che faceva fremere le foglie, un delicato bucaneve sbocciato al margine di un sentiero innevato, il silenzioso volo di una civetta fra le luminose stelle del cielo, un raggio di luna riflesso sulle calme acque di un lago di montagna, il cinguettio vivace di un’allodola, il gorgogliare argentino di un ruscello fra le rocce coperte di muschio, i tralci verde scuro dell’edera abbracciata a un vecchio faggio, il piumaggio turchino di un martin pescatore sulla superficie di un torrente, le bacche scarlatte di una grande rosa selvatica, il canto potente delle onde del mare, e tanti altri tesori partoriti da Madre Natura.
Piena di gioia e di armonia, la fanciulla camminava e raccoglieva. Si donava alla bellezza, la custodiva amorevolmente e sempre ne preservava il ricordo. E più la bellezza la riempiva più lei diventava bella, radiosa e felice. Più la bellezza la trasformava, più lei se ne faceva luminoso riflesso vivente.
Così, il bosco viveva in lei, la luna viveva in lei, l’acqua, i fiori, il fuoco, gli alberi, il vento, il mare vivevano in lei, e tutta la divina armonia viveva in lei, riempiendola di luce.
I suoi passi imprimevano tracce dorate sul sentiero della vita, il suo sorriso splendeva come un raggio di sole, i suoi occhi brillavano come le stelle, e sempre la fanciulla raccoglieva…
E nell’infinito tempo del sogno portava la bellezza nel mondo.

Raccogliere la bellezza significa lasciarsi incantare dall’armonia naturale, farsene invadere e riempire fino a sentirla vivere dentro di sé, fino a ricongiungersi ad essa in una gioiosa ed estatica comunione.
Coltivando la capacità di aprirsi ad accogliere le infinite visioni armoniose che nascono da Madre Natura, diventa sempre più spontaneo offrirsi alla bellezza, commuovendosi e abbandonandosi ad essa senza alcun limite e sentendola risuonare nell’intimo del proprio grembo, ovvero in quell’intimità riposta che nella donna rappresenta la parte più magica e adatta a raccogliere e contenere il divino.
Ascoltando la natura con la pancia, lasciandosi ispirare dalle sue incantevoli emanazioni perché ci riempiano di dolcissimo e travolgente amore, ci si rende ad essa simili, e si trasforma il grembo in un luminoso scrigno di bellezza. Una sorgente inesauribile alla quale potremo attingere ogni volta che vorremo.

Ogni volta che, camminando nella natura, incontrate qualcosa che vi incanta profondamente e vi trasmette sentimenti d’amore, di tenerezza o di intensa emozione, dedicate a questa visione qualche istante. Lasciatevi pervadere dalla sua purissima bellezza, abbandonatevi senza trattenervi a ciò che vi suscita nell’anima, lasciate che canti dentro di voi e sentitela con la pancia, in modo istintivo e spontaneo. Offritevi ad essa, fatevi trasformare dalla sua magia armonizzante e rigenerativa, e raccoglietela in voi, riponendo il suo vivo ricordo nel grembo. In questo modo essa continuerà a vivervi dentro, risvegliandosi e incantandovi ogni volta che ne ravviverete la memoria.

Raccogliendo la bellezza ovunque la si incontri, ripetutamente e con amore incondizionato, si può ridestare l’antica armonia in noi stesse, sentendo nascere e rinascere tutta la florida natura nell’anima e nel grembo. Così si potrà, ogni giorno di più, nutrirsi di bellezza, amarsi nella bellezza, ubriacarsi di bellezza... e divenire donne gravide di bellezza.

“Soffiava una brezza leggera, che sembrava intonare un canto antico. Respirando profondamente, la fanciulla "sentì" il bosco intorno a lei. Per un momento breve, le sembrò di essere il vento invernale che la accarezzava dolcemente con mani fredde e pulite; e poi l'acqua del ruscello che gorgheggiava ininterrottamente, e le nuvole che danzavano nel cielo. Era come sentire tutto il bosco dentro di sé, e la fanciulla seppe che quello era un messaggio che le veniva inviato da qualcuno, un messaggio di felicità e di armonia.”

“(...) Dentro di noi c'è tutto, c'è il bosco, ci sono l'aria ed i fiumi. Basta saperlo trovare, basta sentirlo e farlo vivere in noi.”

(Barbara Fiore, La Signora dell’antica Casa, Edizioni della Terra di Mezzo)

Dedico questo breve scritto alla donna che, anni fa, dopo una meravigliosa giornata immersa nell’incanto della natura, mi ha detto: “Ora puoi tenere tutto questo nella pancia. Tienilo nella pancia, e potrai ritrovarlo ogni volta che vorrai.”
il tempio della Ninfa

Oh Grande Dea

"Oh Grande Dea, Ti sei liberata dalla prigione ghiacciata dell’inverno. Ora è la fioritura, quando le fragranze dei fiori si diffondono nella brezza. Questo è l’inizio. La vita si rinnova con la Tua magia, Dea della Terra. Il Dio cresce e sorge, vivo nella Sua giovinezza, ed irruente nelle promesse dell’estate."

(Il praticante solitario)