venerdì 6 febbraio 2015

Trova Parole!!divertitevi

martedì 13 gennaio 2015

La Donna Celtica.

La donna celtica... La donna celtica cammina in pace, ma porta con sé, inosservate, le sue armi. Si considera come una parte della ragnatela del creato Ma anche una persona unica e degna di grande valore. Ama e rispetta la famiglia, gli amici, la comunità Ma trova ispirazione nella solitudine. Sa comandare, ma sa anche quando lasciarlo fare agli altri. Lavora per imparare, per insegnare, per condividere e mantenere i segreti, per cambiare restando uguale a se stessa, per essere umana e divina. Il pianeta ha bisogno di donne celtiche, che portino dentro di sé un inesauribile calderone pieno di forza interiore, un utero da cui possa nascere un mondo nuovo e migliore.

Edain McCoy, Celtic Women Sprirituality

A VOI DONNE...

A voi Donne speciali dò il benvenuto in questa Nuova Era e a voi ricordo l'Antico nostro appuntamento. Voi avete scelto questa vostra vita terrestre per diventare portatrici di Luce e d'Amore. Conosco le vostre grandi possibilità di Risvegliarvi al rispetto e alla comprensione di chi siete veramente. Attraverso voi e grazie a voi, ogni uomo riscoprirà se stesso. A voi che siete Donne Speciali, chiedo di prendere atto di come il mio vivere possa esser simile al vostro, basta che lo vogliate. Siete pronte a compiere un Balzo quantico sulla vostra realtà. Abbiate l'Audacia, il Credo, la Forza e la Risata Antica, propria di chi ha molte volte vissuto.

Risvegliatevi L'Eterno Mantra della Vita - Antigua Avenida

Il Cerchio....La Donna...


Dove non sarete distratti, tracciate un cerchio sul terreno, fisicamente o con la fantasia. In piedi al centro, respirate delicatamente, pienamente, fino a rilassarvi, quindi allargate la vostra aura fino a riempire il cerchio. Avvertendone la forza, e la centralità del vostro spirito, percorrete il margine del cerchio finché sentite che è saldo. Dal centro guardatevi attorno, consapevoli di nord, sud, est e ovest, collegando i punti cardinali e gli elementi. Quando siete pronti, aggiungetevi le stagioni dell’anno e il ciclo del giorno. Quindi, ritornando al margine del cerchio, camminate lungo quei cicli, notando i cambiamenti che si verificano a ogni passo che fate. Fate in modo di avvertire i cambiamenti di temperatura, il mutare dei colori e della luce, mentre scatenate la fantasia e la lasciate fluire. (…) Quando avete portato a termine l’esercizio, ritornate al centro e rilassatevi, concentrandovi sulla vostra energia spirituale, sulla vostra forza. Quindi inspirate delicatamente il vostro cerchio dell’aura finché vi sentite a vostro agio e rendete grazie agli spiriti del luogo. Quando il druida opera nel suo tempio, creando il suo cerchio sacro, non soltanto invita le energie degli elementi terra, aria, fuoco e acqua a essere testimoni e a infondere potenza al suo rito, ma quando invoca i punti cardinali per venerarli invoca anche gli spiriti che incarnano le forze del cambiamento, gli spiriti dell’inverno, primavera, estate e autunno, gli spiriti della notte, dell’alba, del mezzogiorno e del crepuscolo. Così il cerchio è ricco di immagini e di energia, ogni spirito che arriva dà vita alle immagini nella mente del druida, benedice il tempio, offre la propria ispirazione e potenza, è testimone del rito. Ogni spirito rivela una porta verso un differente piano di coscienza attraverso cui il druida può viaggiare verso le nebbie e i misteri del creato.

(Emma Restall Orr – I Principi del Druidismo)

domenica 4 gennaio 2015

Frigg e Fulla


Frigg e la sua ancella FullaTutte le qualità e le funzioni magiche delle lucifere Holla e Berchta, così tanto simili fra loro, convergono e coincidono con quelle della amorevole Dea Frigg, la Grande Madre divina che aveva generato tutte le divinità e tutti gli spiriti e le creature naturali, e che per questo veniva chiamata “Colei che viene prima di tutti gli altri”.

Ella era “la Donatrice”, nel cui ventre brillava il sacro germe che dà vita a tutta la Natura, ed era la custode e la personificazione stessa dell’antica Saggezza senza tempo e della profonda sapienza femminile.
Il suo bel viso, incorniciato dai lunghi e folti capelli biondi, era coperto da un velo che ricadeva soffice sino ai piedi, ed ella portava appeso al fianco un grande mazzo di chiavi – forse un simbolo della possibilità di schiudere le porte segrete che conducono al di là del visibile, di accedere a qualcosa di nascosto e di conoscere i Misteri che la Dea stessa rappresentava e conservava con cura.
Frigg era Signora delle acque che scorrono nelle morbide venature terrestri, e così delle fonti, dei fiumi, dei laghi, delle infinite distese blu dei mari, ed anche delle nuvole e della pioggia, che ella faceva discendere dal cielo perché allietasse la vegetazione assetata. La sua protezione si stendeva sull’agricoltura e sul bestiame, che doveva essere sempre trattato con amore e premura; ed anche sul caldo focolare di ogni casa, sui bambini e sulle loro madri.
Si raccontava che tutte le arti e le abilità delle donne fossero segretamente ispirate da lei, e che fossero il regalo che lei aveva fatto al mondo. Più di ogni altra, però, le era cara la Filatura, e secondo le leggende era lei che, al principio dei tempi, aveva mostrato alle donne il suo sacro fuso ed aveva insegnato loro a filare.
La Dea era, infatti, la prima Filatrice e possedeva una conocchia d’oro sulla quale filava un filo tanto sottile da sembrare seta. Le filatrici che lavoravano bene, con amore e attenzione, erano da lei ricompensate, mentre quelle che lavoravano in malo modo venivano severamente punite. Allo stesso modo, le case ben tenute e spolverate o quelle trascurate, ricevevano una buona o cattiva sorte, a seconda dei casi.
A Frigg erano sacri i gatti, che trainavano il suo magnifico carro nelle notti in cui ella correva per il cielo; e poi le rondini, il cucù dallo spirito profetico e la cicogna, che volava in aiuto dei bambini che cadevano nelle paludi o nei corsi d’acqua, salvandoli dalla morte e restituendoli alle loro mamme.
Le era sacro anche il periodo invernale e i dodici giorni e le dodici notti che seguivano il solstizio d’inverno, durante i quali le giovani non dovevano filare per alcun motivo, poiché Frigg si sarebbe offesa se in tali giorni il fuso non fosse stato lasciato a riposare.
In queste dodici notti – oppure in quelle che intercorrono fra Natale e la Befana – la Dea faceva visita a tutte le case per portare le proprie luminose benedizioni, ed al suo fianco l’accompagnava sempre la sua amata e fedele ancella, Fulla.
Questa fanciulla, vergine nel senso antico del termine, aveva capelli d’oro lunghi e lucenti come il sole ed era la personificazione della terra verdeggiante, rigogliosa, traboccante di vita e ricca di frutti. Era la Dea dell’abbondanza e del nutrimento che proviene dalla Natura e la Custode dei calzari e dello scrigno dei gioielli di Frigg – forse un emblema del suo grembo divino – dal quale traeva e distribuiva doni preziosi.
Nelle notti in cui, con la sua Signora, si recava a visitare le abitazioni, Fulla controllava tutte le cantine e le rimesse dove venivano raccolte le provviste per l’inverno. Se trovava i cibi ed il vino ben ordinati e a sua disposizione, li assaggiava, ed in tal modo concedeva le sue benedizioni; se invece trovava tutto sparso in modo disordinato, oppure chiuso a chiave, non assaggiava nulla e di conseguenza non dispensava la sua buona Fortuna. 
Dopo le cantine, ella andava a vedere le stalle, per accertarsi che gli animali fossero sistemati bene e al caldo, e spesso si intratteneva a pettinare dolcemente le lunghe criniere dei cavalli.
Per farsi luce, teneva sempre accesa una candela, e piccole gocce di cera sul pavimento, sul legno o tra la paglia potevano essere un segno del suo passaggio.

Gli aspetti ed i sacri compiti della Madre Frigg e della sua devota Fulla, così come quelli di Holla e Berchta, si somigliano e coincidono fra loro in modo sorprendente, tanto che non è difficile intravedere in queste luminose divinità dai diversi nomi la stessa ed unica essenza.
Vi è però una particolarità comune a tutte che merita d’essere ancora approfondita, perchè potrebbe alludere ad un piccolo insegnamento che le Dee vogliono forse far intendere. Questa caratteristica si trova nel legame, chiaro e indissolubile, che esse hanno con il fuso, la filatura e le filatrici.

Violet il tempio delle ninfe