domenica 29 dicembre 2013

Coventina

Coventina era una divinità che operava come guaritrice, il cui nome indicava la personificazione della sacra fonte di Carrawburgh, nella contea di Northumberland, ai confini con la Scozia, localizzata lungo il Vallo di Adriano. Forse Coventina rappresentava la dea legata all'acqua più importante della Britannia settentrionale, il cui culto, come quello della dea Sulis, era concentrato in un luogo particolare, Carrawburgh, denominato Brocolitia dai Romani. Il nome della dea è
di origine celtica, e simboleggiava lo spirito della sorgente che sgorgava dalla terra per formare un piccolo stagno o un pozzo, recintato da un alto muro sacro. L'identità di questa dea acquatica
è stata rivelata dalle iscrizioni che portano il suo nome. Coventina non era venerata esclusivamente in Britannia: esistono testimonianze che fosse onorata sia nella parte nord-occidentale della Spagna che a Narbonne nella Gallia meridionale e sembra che i pellegrini giungessero al santuario sia dalle province celtiche che da quelle germaniche. Le dee considerate taumaturghe, fra le quali Belisama, Sulis, eccetera, venivano anch'esse omaggiate di offerte nei luoghi a loro sacri per ottenere la salute. Inoltre, le dee celtiche dell'acqua erano anche spiriti, esseri divini legati all'ispirazione poetica e alla profezia, in parallelo con le muse greche. Ma la ragione principale per collegare Coventina con i processi terapeutici è rappresentata dalla sorgente stessa: il legame fra l'acqua, i riti di guarigione e le dee era particolarmente sentito, soprattutto nel mondo celtico, per attribuirne la funzione primaria a Coventina, sebbene non fosse l'unica. Alcuni studiosi ipotizzano che fosse
una dea “tuttofare”, versatile, protettrice benefica contro tutti i mali che affliggono il genere umano. È ipotizzabile che la dea avesse anche una dimensione infernale, testimoniata dalle offerte di scarpe di cuoio o pelle, ritrovate anche nelle tombe romano-celtiche e che possono aver simboleggiato gli strumenti per il viaggio verso l'oltretomba.
Talvolta Coventina veniva raffigurata in forma triplice, in compagnia di due ancelle, o come ninfa acquatica seminuda e sdraiata in mezzo alle onde che accarezzano le sponde di un fiume, oppure nell'atto di versare acqua da una coppa o stringere in una mano una ninfea e nell'altra un'anfora.
L'iconografia di Coventina si riallaccia in modo significativo alle raffigurazioni greco-romane di ninfe, e difatti si legge in una delle iscrizioni rinvenute "Alla ninfa Coventina".
Le sorgenti curative sono assai diffuse nell'Europa continentale e nelle isole britanniche e rappresentano un veicolo fondamentale per entrare in contatto con la dea. Ogni sorgente è depositaria della sua abbondanza, ma essa manifesta la sua natura in modo leggermente diverso da una sorgente all'altra. Così le caratteristiche che si riferiscono a una determinata sorgente sono uniche e non si trovano in nessun altro luogo sulla Terra.


 (Daniela Nipoti – Il Grande Libro delle Dee Europee)

Nessun commento:

Posta un commento